FAQ PARADISI FISCALI

a) Che cos'è il paradiso fiscale?


Il paradiso fiscale è uno Stato il cui ordinamento tributario è caratterizzato da aliquote molto basse o da particolari agevolazioni fiscali per i non residenti, al fine di assicurare la realizzazione di insediamenti produttivi e finanziari con capitali esteri. Sovente, i soggetti agevolati sono tenuti al versamento di una somma iniziale al momento dell'iscrizione all'anagrafe tributaria dello Stato stesso. Di tali agevolazioni si avvalgono in particolare quelle imprese che intendono svolgere attività produttive o effettuare determinate operazioni societarie senza dover sottostare al più pressante regime tributario del paese d'origine ( offshore). Molto spesso, inoltre, i paradisi fiscali assicurano un'elevata segretezza del sistema bancario e finanziario e una vigilanza molto blanda sulla provenienza dei capitali: in questi casi, si parla più propriamente di paradisi bancari. In un suo studio sul fenomeno dell' elusione fiscale, la Commissione delle Comunità Europee distingue fra:

  • paradisi fiscali classici: sono Stati caratterizzati dall'assenza di imposte dirette;
  • paradisi dei Paesi a tassazione ordinaria: si tratta di quelle giurisdizioni fiscali (previste anche da alcuni paesi della Comunità) in cui sono previsti incentivi fiscali per i soggetti non residenti;
  • nuovi paradisi: sono Stati che hanno acquisito una particolare specializzazione nell'offerta di servizi finanziari e legali; fra essi vanno annoverati le Isole Seychelles e Dubai.




b) Perché scegliere i paradisi fiscali?


Le motivazioni sono molteplici: proteggere i propri risparmi dalle tasse imposte dal proprio Paese d’origine o da una sua eventuale situazione di crisi economica; gestire il proprio denaro in forma anonima; costituire un'attività estera in modo veloce, evitando restrizioni e tasse del proprio Paese d'origine e senza la necessità di ottenere la residenza nel territorio in cui si sta operando. Spesso vi sono maggiori vantaggi fiscali per i non residenti proprio per attirare il capitale estero al fine di arricchire l'economia.




c) Quali sono i paradisi fiscali attivi a livello globale e quali sono le migliori giurisdizioni da scegliere per approfittare dei benefici di questi Paesi?


Non è facile individuare una risposta corretta, soprattutto perché dipende dai bisogni specifici dell’individuo interessato. Esistono diverse tipologie di paradisi fiscali nel mondo che possono essere suddivise in due liste: black list e white list.




d) Che cos'è la black list (o lista nera)?


La black list (o lista nera) comprende tutti quei Paesi in cui vige il segreto bancario e che non offrono scambio di dati e trasparenza sulle informazioni in loro possesso riguardo cittadini esteri che operano nella loro giurisdizione. Questa lista stilata dall' OCSE e aggiornata annualmente dall'Agenzia delle Entrate è stata creata per aiutare i Paesi dell’Unione Europea nella lotta all'evasione e all'arbitraggio fiscale. Un tempo questo elenco era molto lungo, ma oggi i paradisi fiscali vengono catalogati anche in lista bianca e lista grigia, grazie ad accordi tra Paesi europei. Per poter individuare i Paesi black list per il 2018 e per il 2019 bisogna far riferimento all'elenco approvato dall'Ecofin a dicembre 2017:

  • Samoa americane
  • Guam
  • Namibia
  • Palau
  • Samoa
  • Trinidad e Tobago
  • Isole Vergini americane
È da ricordare che, in ragione dell’evoluzione della politica internazionale, cambia continuamente la geografia delle aree a tassazione privilegiata, con l’ingresso di nuovi Paesi nella white list (o lista bianca) e l’uscita di altri dalla black list (o lista nera).




e) Ci sono altri Paesi che, secondo la normativa italiana, ricadono all'interno della black list (o lista nera)?


Secondo la normativa italiana, ricadono all'interno dell’elenco della black list (o lista nera) anche altri Paesi, per i quali sono salvati alcuni settori o attività specifiche. Tali sono le nazioni che sono comprese all'interno dell’art. 2 del decreto ministeriale del 23/01/2002. Sono solo due i Paesi che rientrano all'interno di questa classificazione:

  • Bahrein: sono escluse le società che svolgono nel Paese attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero;
  • Monaco: sono escluse le società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato;
A determinare l’elenco completo dei Paesi che rientrano all'interno della black list (o lista nera) concorrono anche delle attività o delle società particolari che hanno sede in alcune nazioni ben definite. Rientrano in questa ulteriore classificazione una serie di Paesi (12 in tutto) che sono ricompresi all'interno dell’art. 3 del già citato decreto ministeriale. In questa sezione dell’elenco completo della black list (o lista nera) rientrano anche quelle attività o quei soggetti che nei Paesi elencati usufruiscono di regimi fiscali agevolati analoghi a quelli sotto osservazione. Ecco l’elenco completo aggiornato dei Paesi che vi rientrano con le relative attività:
  1. Angola: con riferimento alle società petrolifere che hanno ottenuto l’esenzione dall' Oil Income Tax, alle società che godono di esenzioni o riduzioni d’imposta in settori fondamentali dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code;
  2. Antigua: con riferimento alle international business companies, esercenti le loro attività al di fuori del territorio di Antigua, quali quelle di cui all' International Business Corporation Act n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni, nonché con riferimento alle società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18 del 1975 e successive modifiche e integrazioni;
  3. Costarica: con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, nonché con riferimento alle società esercenti attività ad alta tecnologia;
  4. Dominica: con riferimento alle international companies esercenti l’attività all'estero;
  5. Ecuador: con riferimento alle società operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi;
  6. Giamaica: con riferimento alle società di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali dell' Export Industry Encourage Act e alle società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act;
  7. Kenia: con riferimento alle società insediate nelle Export Processing Zones;
  8. Mauritius: con riferimento alle società "certificate" che si occupano di servizi all'export, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali e cliniche e che sono soggette a Corporate Tax in misura ridotta, alle offshore companies e alle international companies;
  9. Panama: con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, secondo la legislazione di Panama, alle società situate nella Colon Free Zone e alle società operanti nelle Export Processing Zones;
  10. Portorico: con riferimento alle società esercenti attività bancarie ed alle società previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993;
  11. Svizzera: con riferimento alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e "di domicilio";
  12. Uruguay: con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività offshore.




f) Che cos'è la white list (o lista bianca)?


La white list (o lista bianca) è costituita dai paradisi fiscali che non garantiscono il segreto bancario. Recentemente, molti dei Paesi che appartenevano alla black list sono passati alla lista bianca, come ad esempio la Svizzera. Uno dei territori più sfruttati al mondo appartenente a questa lista è il Delaware, perché offre i vantaggi delle Llc (società a responsabilità limitata) nell'ordinamento giuridico degli Stati Uniti d’America, senza figurare tra i paradisi fiscali della black list (o lista nera). Un altro esempio è costituito dalle Isole Canarie, uno dei paradisi fiscali in Europa, che offre notevoli benefici in termini di aliquote delle imposte.




g) Esistono paradisi fiscali in Europa?


Sebbene se ne parli di meno, esistono anche paradisi fiscali in Europa che:

  • permettono di ridurre in maniera particolare il carico fiscale nelle proprie attività imprenditoriali;
  • consentono di costituire dei trust o altre strutture ad hoc per proteggere i propri beni approfittando di disposizioni del common law. Gli strumenti e i vantaggi offerti da questi Paesi non sono molto dissimili da quelli delle giurisdizioni più esotiche.




h) Qual è il paradiso fiscale europeo per eccellenza?


La Svizzera e l’Inghilterra sono tra i paradisi fiscali più conosciuti, ma ne esistono molti altri come Principato di Monaco, San Marino, Cipro, Malta, Andorra, Liechtenstein e Lussemburgo; tutti offrono validi strumenti e soluzioni applicabili ai diversi bisogni.





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